Spazialismo Movimento artistico italiano d'avanguardia, in cui si voleva che l'opera artistica comprendesse anche l'energia cosmica che la circonda. Tra i seguaci dello spazialismo, nato tra il 1947 e il 1948 sull'onda del Manifesto Blanco, edito da Lucio Fontana nel 1946 a Buenos Aires, vi furono Gianni Dova, Edmondo Bacci, Mario De Luigi, Roberto Crippa, Tancredi, Giuseppe Capogrossi, Emilio Scanavino, Ettore Sottsass. Anche se il leader indiscusso fu sempre Fontana, tutti questi artisti avevano scelto, con risultati diversi, la rappresentazione non figurativa, aperta verso nuove soluzioni formali che richiedevano l'uso della scrittura, di effetti luminosi, di una ricerca cromatica tesa verso l'espansione totale della luce.
Tra il 1949 e il 1951-1954, quando vennero allestiti alla galleria Il Naviglio di Milano i due 'ambienti spaziali' rispettivamente illuminati a luce nera e a luce al neon, comparvero le prime tele di Lucio Fontana segnate da buchi e tagli in cui, spezzando l'abituale unità della composizione, si dava vita a un nuovo dinamismo rivolto verso l'esterno.
Tuttavia, gli artisti che aderirono allo spazialismo e che firmarono i suoi sei manifesti non si limitarono a osservare ciò che stava attorno a loro: avevano bisogno d'altro, e per trovarlo dovevano spingersi verso direzioni ancora inesplorate. Tra i loro quadri sono da citare 1950 (collezione privata, Milano) di Crippa, Pittura spaziale (1951-52, proprietà dell'artista, Milano) di Dova, Avvenimento 116 (1953, collezione della galleria Il Naviglio, Milano) di Bacci, Superficie 204 (1957, collezione privata, Biella) di Capogrossi, Opera cosmica (1958, collezione Sergio Dangelo, Milano) di Sottsass, Concetto spaziale, Attese (1959, collezione privata, Milano) di Fontana.
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