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Simbolismo (arte) Corrente artistica nata in Francia e affermatasi in gran parte dell’Europa nell’ultimo ventennio del XIX secolo, in piena consonanza con il movimento letterario simbolista. L’estetica del simbolismo si impose e diffuse, oltre che con le opere degli artisti, attraverso importanti riviste, come “La revue wagnérienne” (1885), “Le symbolisme” (1886), “La plume” (1889), “Le Mercure de France” (1890), “La revue blanche” (1891). Dalle colonne del “Mercure” il critico Albert Aurier espose nel 1891 la “dottrina della nuova pittura simbolista”, che egli presentava come “sintetica e decorativa”.
Il simbolismo rappresentò per molti artisti una pietra miliare nell’evoluzione stilistica verso la modernità novecentesca, in particolare verso l’arte astratta e il surrealismo. Oltre a designare un movimento o una tendenza artistica storicamente determinati, il termine “simbolismo” viene tuttavia talvolta impiegato dalla critica in senso astorico, per indicare, in opere e autori di ogni tempo, tratti stilistici e intenti espressivi in senso lato riconducibili a un’arte simbolica, fondata cioè sull’uso più o meno trasparente del simbolo.
Presupposti ideologici
Dal punto di vista ideologico, il simbolismo ottocentesco esprimeva la reazione a un mondo sentito come troppo materialista, prodotto dalla rivoluzione industriale e irrefrenabilmente votato al progresso tecnico e alla ricerca del profitto. Alcuni simbolisti trovarono conferme filosofiche e teoretiche a questo atteggiamento di rifiuto nel pensiero di Arthur Schopenhauer e di Henri Bergson (Saggio sui dati immediati della coscienza, 1889). Convinti assertori della libertà della creazione artistica, i simbolisti privilegiavano la visione soggettiva e l’immaginario individuale, prediligevano il sogno e le allucinazioni, si interessavano al lato misterioso delle cose, cercando le corrispondenze tra invisibile e visibile; taluni svilupparono una forte spiritualità ispirata a un cristianesimo rinnovato, altri riscoprirono l’esoterismo dei Rosacroce. Davanti alla complessità dei problemi del mondo contemporaneo rigettarono il positivismo di Auguste Comte così come il socialismo di Karl Marx.
Posizioni teorico-artistiche
In campo artistico, unanime fu il rifiuto dell’accademia, come l’opposizione al naturalismo borghese e al realismo sociale di stampo aneddotico; anche l’impressionismo fu rinnegato, in quanto indifferente alle variazioni soggettive della percezione ed estraneo a un modo di espressione indiretto, allegorico o simbolico. Lontani dalla pittura narrativa, avversi alla ricerca della verosimiglianza, i simbolisti vollero ignorare le tecniche tradizionali della resa del reale, come la prospettiva, il rispetto delle proporzioni, l’attenzione alle fonti di luce.
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Cronologia Storica
Si sviluppa in Francia nel XX secolo.
Artisti Rappresentativi e Capiscuola
- Pierre Puvis de Chavannes
- Gustave Moreau
- Odilon Redon
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I simbolisti si ispirarono principalmente al mondo della Bibbia, alla mitologia classica, alle leggende medievali, a un Oriente immaginario, per dare forma visibile alle angosce e alle fantasie dell’uomo contemporaneo, al suo inconscio e alle sue ossessioni. Negli anni che precedettero l’elaborazione della psicoanalisi, la percezione dell’irrazionalità della realtà si accompagnava all’esigenza di una nuova considerazione del vissuto e del mondo interiore, al di là di ogni preconcetto morale; donne sensuali e crudeli, serpenti, ori sono tra i simboli più ricorrenti dell’immaginario pittorico. Tra le varie soluzioni formali sperimentate nella ricerca stilistica simbolista sono frequenti i grafismi preziosi, le armonie cromatiche sofisticate, gli spazi compositivi deliberatamente indefiniti.

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