Tiziano Giunto a Venezia giovanissimo, fu dapprima nelle botteghe dello Zuccato, di Gentile e Giovanni Bellini e infine accanto a Giorgione. Con lui lavorò nel 1508 agli affreschi del Fondaco dei Tedeschi dove imparò a dipingere libero dal chiaroscuro e dal disegno tradizionale, seguendo quella che Vasari, scrittore della "Vita dei Pittori" chiama la maniera moderna cioè la pittura dei colori naturali. La personalità di Tiziano si afferma indipendente e opera con una consapevole rottura con la pittura veneziana del tardo 400 negli affreschi della Scuola del Santo a Padova [1511] e crea nuovi prototipi di idillio mitologico, di pala d'altare e di sacra conversazione, rispettivamente con 'L'amor sacro e profano' [Galleria Borghese] nell'Assunta' e nella 'Pala Ca Pesaro' ai Frari. Le opere del terzo decennio, tra cui 'La Deposizione' [1523 Louvre] mostrano il grado di maturità raggiunta dall'artista nell'esprimere un nuovo umanesimo eroico, attraverso una eccezionale ricchezza cromatica e monumentalità compositiva. Nel pieno del successo, impegnato a soddisfare le commissioni delle corti di Mantova e Urbino, di Carlo V; la sua pittura raggiunge punte altissime di armonia e perfezione formale. ['La Bella' di Palazzo Pitti, 'Venere di Urbino' Uffizi] soprattutto nei ritratti idealizzati e ricreati dalla sua fantasia ['Francesco I' Louvre] Intorno al 1540 cade la crisi manieristica: l'artista ricerca un'evidenza plastica nuova per lui riecheggiando con un certo sforzo cadenze dell'ambiente tosco-romano ed emiliano. Nell'inverno 1545-46 è a Roma e dipinge nelle Stanze del Belvedere. Il contatto con l'ambiente manierista sembra però riportarlo su posizioni propriamente veneziane ['Danae', 'Ritratto di Paolo III fra i nipoti'] Successivamente dipinse per Filippo II temi mitologici con un colorismo più denso nelle scena all'aria aperta. ['Adone e Venere', 'Perseo e Andromeda'] Nell'ultimo periodo il suo procedimento pittorico muta. Pur restando nella sostanza lontano da Tintoretto, si vale del suo luminismo per trarre dal colore valori espressivi riducendo la gamma cromatica a una sola nota dominante e trascurando la definizione delle forme plastiche ['Pietà']
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