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Tintoretto (Iacopo Robusti detto il Tintoretto)
Malgrado la tradizione lo faccia allievo di Tiziano, le prime opere lo mostrano orientato verso artisti che si muovevano in un ambito di cultura sensibile al manierismo. [Pordenone e Bonifacio Veronese] Successivamente il linguaggio si arricchisce dal punto di vista cromatico e narrativo anche attraverso apporti dello Schiavone nelle 'Storie del Vecchio e del Nuovo Testamento' [1576-81] nella 'Cena' di S.Marcuola [1547], nel 'Il Miracolo di S.Marco' [1548] per la Scuola Grande di San Marco. Qui il pathos corale tutto tintorettiano raggiunse una tensione drammatica altissima attraverso il particolare uso della luce, che accentua il dinamismo della visione, gli schemi compositivi a contrapposto e gli audaci scorci. Nelle opere successive la tensione luministica si allenta per una ricerca di colore più fuso e prezioso negli sfondi paesistici. [dipinti per la Scuola della Trinità, 'Adamo ed Eva', 'Caino e Abele'] Il risultato è la riduzione della natura, trasfigurata in funzione della dinamica luministica, a commento della scena e delle forme in astratte trasparenze cromatiche. ['Susanna e i vecchioni'] Il periodo della piena felicità creativa cade nel settimo decennio: nelle tre storie di S.Marco ['Rinvenimento del corpo di S.Marco', 1562 'Trafugamento del corpo di S.Marco', 'Il miracolo del Naufrago' 1567-68] dove adotta con assoluta libertà schemi compositivi manieristi trasformati dal linguaggio luministico. Nel 1564, tra molti concorrenti tra cui Veronese, riuscì ad ottenere dai frati la commissione della decorazione della Scuola di San Rocco, la sua impresa più alta, che lo terrà occupato fino al 1587. Nelle tele del salone della scuola [1576-81] il senso dinamico si esalta in funzione della narrazione, ['Cristo nell'orto'] in quelle della sala terrena [1583-87] il mezzo espressivo si riduce a fantastiche colate di luce in tutte le sue gradazioni. ['Fuga in Egitto, 'Maria Maddalena'] Questi caratteri del suo stile permangono nelle ultime commissioni ufficiali per il Palazzo Ducale e negli ultimi capolavori, 'L'ultima cena' e 'La caduta della manna' per il presbiterio di S.Giorgio Maggiore.


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