Ghirlandaio soprannome del pittore Domenico Bigordi (Firenze 1449-1494). Nel primo periodo della sua attività venne influenzato da Andrea del Castagno e Domenico Veneziano (Tre santi, pieve di Cercina; affreschi della collegiata di S. Gimignano con Storie di S. Fina). Attento in seguito alle formule del Verrocchio e a quelle del primo Leonardo , si avvicinò anche alla cultura fiamminga (Vecchio e nipote, Parigi, Louvre; Cenacolo, 1480, Firenze, chiesa di Ognissanti). Nel 1481 si recò a Roma per dipingere nella cappella Sistina; tornato a Firenze eseguì per la chiesa di S. Trinità gli affreschi con Storie di S. Francesco e la pala con l'Adorazione dei pastori (1483-86). Nel 1485 iniziò gli affreschi con Storie della Vergine e di S. Giovanni nella cappella maggiore di S. Maria Novella, servendosi di numerosi aiuti. Degli ultimi anni sono alcune opere di cavalletto come l'Adorazione dei Magi (1487, Firenze, Uffizi); alcuni ritratti femminili (Giovanna Tornabuoni, Madrid, collezione Thyssen-Bornemisza); la Visitazione (1491, Parigi, Louvre). Pittori furono anche i fratelli David (Firenze 1452-1525), principale aiuto di Domenico, e Benedetto (Firenze, 1458-1497).
Ridolfo (Firenze 1483-1561), il figlio, unì i modi ancora quattrocenteschi del padre con influssi da fra Bartolomeo, di cui fu allievo.
Tra le sue opere si segnala: Madonna della cintola (1514-15, Prato, duomo).
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