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Caravaggio (Michelangelo Merìsi detto il Caravaggio)
Nacque da Fermo Merisi, amministratore di casa e architetto di Francesco Sforza, appartenente a un ramo cadetto dell'importante dinastia milanese e Marchese di Caravaggio, paese in provincia di Bergamo. Nel 1584 iniziò l'apprendistato a Milano nella bottega di Simone Peterzano, dove rimase per cinque o sei anni, ricevendo, dall'ambiente lombardo, più che dal maestro, nel clima della rigida e severa soiuzione religiosa della Controriforma, una spinta fondamentale a un personalissimo ripensamento di valori in senso anticlassico. Dopo l'educazione lombarda, nel 1592 giunse a Roma dove trascorse circa un anno come aiuto di Giovanni Cesari, detto il Cavalier d'Arpino, pittore tenuto in quel tempo in grande considerazione. Nel 1593, ferito dal calcio di un cavallo e ricoverato all'Ospedale della Consolazione, lasciò al priore dell'ospedale Camillo Contreras alcune opere che portate in Spagna, a Siviglia, furono le prime a far conoscere all'estero la maniera giovane di Caravaggio. Solo dopo il 1595 riuscì a ottenere una certa attenzione dall'ambiente romano per mezzo della presentazione fattagli al cardinal Del Monte da Maestro Valentino, un mercante di quadri che lavorava presso S.Luigi dei Francesi. Nel 1596-97 e nel 1600 risulta che dipinse alcune opere per il suo nuovo mecenate, tra le quali la 'Medusa' degli Uffizi e il 'Canestro di frutta' che il cardinal Del Monte donò al cardinal Federico Borromeo, la 'Musica' [Moma], 'Il suonatore di liuto' [Heremitage], 'La buona ventura' [Louvre], 'Il riposo della fuga in Egitto' [Doria Pamphili] 'L'amore vincitore'. [Berlino] In queste opere è facile analizzare gli elementi che furono i punti di partenza della formazione di Caravaggio nel suggerimento lombardo e più propriamente bergamasco, una qualche generica risonanza dell'arte veneta e una componente manieristica che si legge in alcune figure e composizioni, dove però il valore della torsione o della soppressione di spazio e di aria ha il significato, totalmente diverso, di avvicinamento improvviso e di una messa a fuco dell'oggetto.
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Con i lavori della cappella Contarelli [1600] nella chiesa di S.Luigi dei Francesi a Roma, mette ancora più in evidenza la sua vocazione realistica, riaffermata come unica soluzione anche in queste pitture di storia e di devozione, che l'ambiente romano intendeva completato nelle proposte di Antonio Carracci. Fu questa troppo profonda difformità di sentire a far rifiutare ai religiosi di San Luigi la prima versione del 'San Matteo e l'angelo' [oggi dispersa] dove l'angelo, limpido e perfetto si riteneva in contrasto con Matteo raffigurato in maniera vecchia e decadente. Con la ripetizione del San Matteo, con la 'Vocazione' e il 'Martirio di San Matteo', Caravaggio riuscì a trovare una forma coerente con il suo stile senza però intaccare i valori del tempo. Fra alcune intemperanze e colpe dovute al suo carattere irrascibile e le conseguenti controversie, fughe, incarcerazioni, [nel 1604 è arrestato per porto d'armi abusivo, nel 1605 si rifugia a Genova da Marcantonio Doria] tra il 1603 e il 1609 dipinse la 'Madonna dei Pellegrini', la 'Madonna dei Palafrenieri', la 'Morte della Vergine' dipinta per la chiesa di S.Maria della Scala. Ma per tutti e tre i dipinti ebbe seri problemi. La prima suscitò scandalo perchè utilizzò come modella una sua amante, Maddalena [detta Lena] Antognetti, una bella ragazza già conosciuta poiché un po' troppo disinvolta con i nobili della città. E filosoficamente ciò venne interpretato dai religiosi come la volontà di rappresentare Maria con l'aspetto di una popolana. Lena fu utilizzata anche per gli altri due quadri. Il secondo venne ritirato a causa di una Maria con il seno ben in evidenza e per un Gesù bambino nudo ma troppo vero, il terzo per aver rappresentato la morte della Madonna con una ragazza del popolo, con le caviglie scoperte, senza un segno di divinità, che poteva essere l'aureola attorno alla testa. Rifugiatosi immediatamente nei feudi dei principi Colonna [a Zagarolo e Paliano] poi a Napoli a causa dell'omicidio di Ranuccio da Terni durante una rissa, qui vi compì numerose opere, tra le quali 'La Flagellazione', 'Le sette opere di Misericordia', 'La Madonna del Rosario', che mostrano tutte un accentuarsi di moto nelle immagini e un frantumarsi delle luci in riverberi e lampeggiamenti. Dal 1607 all'ottobre 1608 fu a Malta, da dove fuggì dopo essere stato incarcerato per un'offesa fatta a un cavaliere di Giustizia. Tra le cinque opere dipinte in questo soggiorno le più importanti sono la 'Decollazione del Battista' e 'L'amore dormente' che nel contrasto delle luci e in quello caldo delle ombre anticipava il linguaggio sicliano. Durante la fuga, passando per Siracusa vi lasciò il 'Seppelimento di Santa Lucia'[1608] a Messina 'L'adorazione dei pastori' e la 'Resurrezione di Lazzaro', a Palermo 'L'adorazione dei pastori con i santi Lorenzo e Francesco'. Successivamente ritornò a Napoli, in attesa della grazia da parte del papa Paolo V° che la concese grazie alle conoscenze di Caravaggio tra i nobili romani. Ma la presunta morte del pittore rimane un mistero. Da Napoli, invece di rientrare a Roma, raggiunse inspiegabilmente Porto Ercole, in Toscana. I suoi dipinti stavano tornando dalla Sicilia e arrivarono via mare nel porto napoletano. Si ritiene che a Porto Ercole, Michelangelo Merisi, appena 39enne, fu colto da febbre maligna e morto nel giro di pochi giorni il 18 luglio 1610. Ma il suo corpo non fu mai ritrovato. Gli storici avevano avanzato diverse ipotesi fino a quando l'architetto Giuseppe La Fauci, originario della zona, coordinato da Maurizio Marini, il 19 dicembre 2001 è riuscito a ritrovare l'atto del decesso di Caravaggio tra i registri di morte del 1654 della parrocchia di Sant’Erasmo a Port'Ercole. Nel documento è riportato: "A li 18 luglio 1609 nel ospitale di S. Maria Ausiliatrice morse Michelangelo Merisi da Caravaggio, dipintore per malattia". Il 1609 corrisponde al 1610: nel grossetano era in vigore il calendario mariano adottato a Siena, quello di Bisanzio, che cominciava il primo settembre.
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